Contro l'eternità

Undurable è un laboratorio dedicato a esplorare il concetto buddista di impermanenza applicato alla tecnologia.

Il nostro rapporto con le macchine è viziato da un eternity bias: l’illusione che dati, memoria e potere di calcolo siano eterni e infiniti. Produciamo informazione senza misura e senza scelta. Salviamo tutto, rileggiamo poco, non dimentichiamo nulla, ma una mente che non può dimenticare smette di distinguere, di collegare e infine di pensare.

Quello che crediamo eterno e illimitato non viene curato, e la mancanza di cura genera degrado e omologazione. La conseguenza è che l’informazione, le idee e i contenuti digitali stanno perdendo di valore, proprio perché li pensiamo generabili, copiabili e moltiplicabili all’infinito.

Undurable parte dall’assunto che la consapevolezza della fine genera cura. Si sceglie cosa conservare perché non si può conservare tutto. In questa scelta, e nel limite, nell’errore, nell’oblio, sta la parte umana della tecnologia, ed è forse quello che può renderla migliore.

Per questo i progetti di Undurable usano la simulazione di mondi e la creazione di software sperimentale per imporre limiti spaziali e temporali a degli ambienti digitali, osservandone le conseguenze e disegnando strategie per usare la mente umana come il principale dispositivo di conservazione e trasmissione dei contenuti. Costruiamo applicativi che rinunciano all’uso di un database o limitano il più possibile il ricorso a una memoria persistente: attraverso il de-databasing, il data fading e l’oblio controllato, vogliamo restituire alla mente la capacità di imparare, comprendere, ricordare e diffondere conoscenza.